Con gli occhi di chi ci abita

Palermo è una città per esperienze uniche e inconsuete. Ogni piazza, ogni monumento nasconde un segreto, un’ entrata secondaria, una porta socchiusa che se imboccate raccontano storie inedite e affascinanti. È una città per cambiare idea, per smontare e rimontare, per tornare a casa pieni di indirizzi di amici e luoghi unici da consigliare. Che sia un’edicola, un bar, un ristorante, un fruttivendolo, il principio è sempre lo stesso: dopo due giorni sei già un cliente fisso, ciò ti permetterà di entrare in confidenza con la parte più bella della città, la sua gente. A passo d’uomo o in bicicletta, in macchina o su un autobus ognuno troverà la sua Palermo. 

Ecco un po’ di consigli:

Passeggiare lungo uno dei mercati cittadini degustando il tipico cibo di strada palermitano: Capo, Ballarò e Vucciria sono ancora i posti migliori dove assaggiare il nostro street food.

Distendersi sul prato del Foro Italico leggendo un libro, giocando a pallone, osservando gli aquiloni, guardando il mare.

Percorrere la Cala, recentemente ristrutturata è un luogo magnifico dove il mare fa da protagonista. Arrivate fino alle panchine più interne proprio sotto il Castello a Mare e godrete della vista che avevano i viaggiatori ottocenteschi quando arrivavano dal mare.

Visitare il mercato di mobili, libri, dischi, cianfrusaglie che si svolge la domenica a piazza Marina. Girovagando tra gli oggetti appartenuti a nobili decaduti, leggendo le cartoline e le lettere di sconosciuti personaggi che sono vendute lì a pacchi, scorrendo i titoli di vinili e fumetti. Riposatevi da Lorenzo una deliziosa cioccolateria poco oltre palazzo Chiaramonte Steri in via del IV aprile, la strada che da piazza Marina conduce in via Alloro. E fatevi venire voglia di visitare, l’indomani, lo Steri, che conserva al suo interno le famigerate carceri della Santa Inquisizione.

Passeggiare lungo via Maqueda che è chiusa al traffico, deviando ogni volta che se ne ha voglia. Da piazza Verdi dove c’è il teatro Massimo, si può deviare su via Bara all’Olivella fra ristorantini e negozi di artigianato, c’è il teatro dei pupi di Mimo Cuticchio. Per poi sbucare in piazza Olivella dove c’è il prezioso museo archeologico Salinas. Quindi ritornare in via Maqueda fino ai Quattro Canti, il fulcro della città antica.

Percorrere tutte le direzioni svelate dai Quattro Canti che dividono la città nei suoi storici quattro mandamenti. Lasciandosi alle spalle il teatro Massimo e percorrendo via Maqueda avrete di fronte la fontana di piazza Pretoria, piazza Bellini con alcune delle chiese più belle della città. A destra la parte di corso Vittorio Emanuele chiusa al traffico, caratterizzata dal museo Riso e da tante piccole realtà artistiche, conduce fino alla Cattedrale. A sinistra l’orizzonte è scandito dal mare, seguitelo e vi si sveleranno ancora tante meraviglie.

Testi Alli Traina

Foto Davide Signa

Mercato di Ballarò

La Cala

Chiesa del Gesù

Chiesa di San Cataldo

Piazza Pretoria

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